…end of an era…

Fri 27 June 2008

oggi è l’ultimo giorno di Bill Gates in Microsoft…who’s next?

fonte: |reuters

…quel posto che c’è…

Fri 20 June 2008

…quel posto che non c’è…



Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po’ mi riconosci o in fondo un altro c’è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po’

mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie

potessi trattenere il fiato prima di parlare
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te

potessi trattenere il fiato prima di pensare
avessi le parole quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è

bocca dentro bocca e non chiederti perché
tutto poi ritorna
in quel posto che non c’è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia

potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c’è
ha ingoiato tutti tranne me

dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c’è
hai mandato solo me
solo me solo me solo me solo me..

…skynet…

Tue 17 June 2008



Roma - Le macchine sorsero dalle ceneri del fuoco nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano continua da decenni, ma la battaglia finale non sarà combattuta nel futuro. Sarà combattuta qui, nel presente. Questa notte. Così si apriva il primo film della fortunata serie Terminator, che racconta di una Terra devastata dal conflitto atomico e dominata dai robot, tutti riuniti in una colossale intelligenza artificiale di nome Skynet. Un sistema che oggi ha iniziato ad aprire gli occhi.

Il Regno Unito ha infatti completato la messa in orbita di una serie di satelliti per le telecomunicazioni, pensati come risorsa militare, che consentiranno alle truppe di Sua Maestà di controllare le forze umane (e non) distribuite sui terreni dei vari conflitti in corso. Un investimento da oltre 4,5 miliardi di euro, che ha imposto la revisione degli apparati trasmissivi dell’intero arsenale aereo, di terra e di mare.

“Skynet 5 è circa due volte e mezzo più potente del sistema precedente, e offre anche la possibilità di trasmettere dati oltre alla voce - spiega Patrick Wood, rappresentante dell’azienda che ha costruito i satelliti - In questo modo i computer possono parlare direttamente con altri computer, fornendo immagini e video in tempo reale”.
I componenti della costellazione Skynet sono dei piccoli gioielli della tecnologia aerospaziale. Sono costruiti per resistere alle interferenze, per proteggere se stessi da un attacco in radiofrequenza che tenti di renderli inoperativi, e dunque per garantire di essere sempre in grado di controllare carri armati, veicoli robot e semplici truppe umane sul campo di battaglia.

Ma è l’affermazione che “i computer possono parlare direttamente con altri computer” a mettere in allarme i redattori di io9, che a loro volta sottolineano come peraltro le forze armate britanniche non controllino neppure direttamente il network: a controllare la salute e l’utilizzo del network è la Cyberdyne Paradigm, società che “affitta” al Ministero della Difesa del Regno Unito una parte delle frequenze della rete di satelliti Skynet.
Dal cielo, comunque, non arrivano solo i comandi per aerei robotici invisibili e mezzi cingolati telecomandati. I satelliti in orbita possono spiare la popolazione ma anche fornire immagini preziose, utilizzate dalle ONG per affrontare piccole o grandi tragedie umanitarie con cognizione di causa e informando dettagliatamente e tempestivamente l’opinione pubblica. È il caso degli eccidi che si svolgono da mesi nella parte ovest dell’Etiopia, raccontati da Human Rights Watch in un recente report anche grazie alle immagini satellitari messe a disposizione dalla American Association for the Advancement of Science (AAAS).

Ottenere le foto scattate dall’orbita non è semplice: richiedere una immagine di una zona specifica può essere molto costoso, senza contare che non sempre esistono coordinate precise delle moltitudini di villaggi dispersi sul territorio africano. Molto più semplice ed economico, racconta il responsabile del progetto Lars Bromley, è scavare negli archivi dei satelliti commerciali in cerca del materiale che occorre, a costi decisamente più abbordabili.

Il successo dell’operazione è legato ad una stretta collaborazione tra AAAS e le ONG che si trovano sul campo: confrontando le informazioni fornite dai volontari in missione con le immagini satellitari, è possibile documentare i movimenti della popolazione. Nel caso dell’Etiopia le foto raccolte mostrano interi villaggi rasi al suolo, ma Bromley spiega che questo tipo di tecnologia può essere anche utilizzato per scopi più rassicuranti, come progetti di sviluppo sostenibile per le zone rurali.

Per il futuro, Bromley vede anche la possibilità di realizzare un programma che possa prevenire il ripetersi di atti violenti come quelli avvenuti in Etiopia: potendo disporre di immagini in tempo reale che mostrino queste tragedie mentre sono in corso, AAAS assieme ad altre organizzazioni spera di poter far leva sui governi più inclini alla guerriglia, affinché non si rendano responsabili di tali violenze contro la popolazione.

fonte | punto informatico

Luca Annunziata

…over the rainbow/what a wonderful world…

Sat 14 June 2008



Here, this ones for gaby…
Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dream of once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly
And the dreams that you dream of
Dreams really do come true
Someday I wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemondrops
High above the chimney top
That’s where you’ll find me
Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly
And the dreams that you dare to
Oh why oh why can’t I
Well I see trees of green and red roses too
I’ll watch them bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world
Well I see skies of blue and
I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark
And I think to myself what a wonderful world
The colors of the rainbow
So pretty in the sky
are also on the faces of people passing by
I see friends shaking hands saying
How do you do
They’re really saying I, I love you
I hear babies cry and I watch them grow
They’ll learn much more then we’ll know
And I think to myself what a wonderful world
world…
Someday I wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemondrops
High above the chimney top
That’s where you’ll find me
Oh somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dare to
Why oh why can’t I…

…body rental…

Fri 13 June 2008


La traduzione letterale di Body Rental, “Corpo in affitto”, rende poco la realtà che è dietro questa espressione, che secondo Wikipedia italiana rientra tra le forme giuridiche di contratto. Dire che il Body Rental è una forma di contratto per me è come dire che la Guerra rientra tra le forme di conflitto, oppure la Fame tra quelle di digiuno. È un’espressione il cui vero significato è impossibile da comprendere senza un’esperienza diretta. Che Body Rental sia qualcosa di più di quanto realmente voglia dire, lo si evince chiaramente da alcuni fatti in evidente contrasto tra di loro. Infatti, continuando a leggere la definizione di Wikipedia, si afferma: forma giudiridica in cui si contrattano della Alte Professionalità. per un certo periodo.Uno dei vantaggi del Body Rental è il risparmio. Ora mi domando: ma come faccio a risparmiare prendendo delle Alte Professionalità? Ditemi voi una qualsiasi attività in cui prendendo delle Alte Professionalità “in affitto” si risparmia? Inoltre, se il Rental fosse un attività risparmiosa ed efficace sarebbe riportata nei manuali di PMI (Project Managment Institute) come un modo vincente di realizzare progetti, ed invece non ve n’è traccia, (anzi vi ridono in faccia se proponete una cosa simile). È ovvio che chi ha pensato di scrivere queste cose non ha mai avuto un contratto di Body Rental. Io ho lavorato 9 anni come Body Rental, e vi posso confermare che la realtà è diversa. La cosa più vicina al Body Rental che mai abbia visto è stato durante il mio soggiorno a Cuba. in una vecchia piantagione di tabacco in cui lavoravano gli schiavi. Nel mezzo della piantagione vi è una torre di guardia e dentro la torre stavano i guardiani. La torre ha delle feritoie per sorvegliare i lavoratori, fatte in modo che per chi è in basso sia impossibile osservare le attività dei guardiani.
I guardiani sono esseri totalmente privi di qualsiasi abilità, ma posseggono due talenti: sono totalmente privi di sensibilità nei riguardi dei lavoratori, sono completamente asserviti al padrone. Per loro un lavoratore vale per quante ore di lavoro riesce a produrre (o semplicemente a rimanere) nella piantagione, in condizioni di estremo disagio. È questa la sintesi del Body Rental. Più ore si fanno presso il cliente, migliore è la prestazione del lavoratore. Nei miei nove anni di Body Rental ho visto cose degne del miglior Fantozzi ed anche peggio, ma l’unica e sola cosa per cui ero valutato era il rapportino mensile con le ore da fatturare al cliente. È provato che avere dei corretti requisiti fa risparmiare all’azienda tra il 40% e l’80% del progetto, ma se un utente vi commissiona un Body Rental, è certo che si tratta del classico Dilbert’s customer: “Non so cosa voglio, ma lo riconosco se lo vedo”. Un cliente cosi sprovveduto è la felicità di ogni commerciale tagliagola che sa bene come giocarsi la partita proponendo al “Pollo” di prendere da subito un paio di persone da pagare ad ore. Il commerciale sa benissimo che un tale cliente prenderà come oro colato qualsiasi loro analisi, per poi addirittura elogiarlo per la disponibilità a rifare il lavoro altre 10 volte prima di produrre qualcosa che somigli vagamente a quello che il cliente vuole. Su un tale cliente, spesso una pubblica amministrazione od una grossa company in monopolio, lucrano e vivono 2 e perfino 3 aziende per ogni lavoratore con contratto BD. Le aziende più piccole, quelle che forniscono i lavoratori, talvolta hanno una sede che è poco più di un ufficio di rappresentanza e lavorano senza capitali. Per far questo girano le fatture che ricevono ad una finanziaria che presta loro i soldi per gli stipendi dei lavoratori, trattenendosi una percentuale. Questo processo si chiama cessione del credito. È inutile dire che la vita di chi lavora per una ditta con contratto Body Rental è difficile e precaria. Body Rental è diverso da Professional Rental. Si è davvero nelle mani di qualcuno che fa di te quello che vuoi, finendo per subire qualsiasi tipo di pressione, fino ad essere messi in condizione di andarsene per essere subito sostituti con un altro fresco lavoratore. Anche nella piantagione era così. Mi spiegavano che quando qualcuno si ammalava od aveva bisogno di riposo, si vendeva; costava meno prendere uno schiavo nuovo, che curare quello vecchio. Perché esiste questa forma giuridica e perché è cosi in voga? Le motivazioni sono poche e semplici. La prima dipende dai clienti, generalmente non prefessionisti IT che hanno la falsa percezione che in questo modo si stia risparmiando soldi e risorse. La seconda motivazione è perché è una forma legale di contratto ed inoltre, come tutto il lavoro in Italia, è quasi totalmente priva di controllo da parte dei preposti organi. La terza è perché vi è gente che ha bisogno di lavorare ed accetta questo tipo di lavoro, con la falsa promessa che il suo stipendio e le sue condizioni di lavoro miglioreranno e gli permetteranno di uscire dalla condizione di Bamboccione. L’altro giorno un collega inglese mi diceva che una persona preparata con 4-5 anni d’esperienza in UK ha una paga di circa 3.000 euro. Io gli credo perché le alte professionalità si pagano il giusto. Questa è la mia esperienza, che mi risulta essere molto simile all’attuale situazione in Italia.
Chi sa cosa sia Body Rental conosce anche che questa realtà difficilmente cambierà. Anche con il nuovo governo, quale che esso sia. La mia opinione è che per cambiare occorra una spinta dal basso, ma se questo neanche succede per i contratti della grande industria, fermi da anni, è ancora più difficile che succeda per l’IT, nonostante si sappia bene che l’innovazione ed il successo di un paese passi proprio attraverso una maggiore e migliore infrastruttura tecnologica e per le persone che la realizzano e governano.

fonte | punto-informatico.it

Giuseppe Cubasia

…desiderio…


È nella natura del desiderio di non poter essere soddisfatto e la maggior parte degli uomini vive solo per soddisfarlo.
[Aristotele]

…11.07.2008…

Tue 10 June 2008

…Luigi delle Bicocche…



“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

Sono un eroe, perché lotto tutte le ore.
Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere.
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

…without…words…

…time after time…

Wed 4 June 2008



Lying in my bed I hear the clock tick,
And think of you
Caught up in circles confusion–
Is nothing new
Flashback–warm nights–
Almost left behind
Suitcases of memories,
Time after–

Sometimes you picture me–
I’m walking too far ahead
You’re calling to me, I can’t hear
What you’ve said–
Then you say–go slow–
I fall behind–
The second hand unwinds

Chorus:
If you’re lost you can look–and you will find me
Time after time
If you fall I will catch you–I’ll be waiting
Time after time

After my picture fades and darkness has
Turned to gray
Watching through windows–you’re wondering
If I’m OK
Secrets stolen from deep inside
The drum beats out of time–

Chorus:
If you’re lost…
You said go slow–
I fall behind
The second hand unwinds–

Chorus:
If you’re lost……Time after time
Time after time ,Time after time,Time after time

…il divo - di paolo sorrentino (2008)

Tue 3 June 2008


“Se è vero che un cristiano deve porgere l’altra guancia, è anche vero che il Signore, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due.”
[Giulio Andreotti]

…silenzio…

Sun 1 June 2008

Per tutti e per ciascuno arriva l’ora della solitudine. Può giungere a noi da mille luoghi, da mille tempi diversi. Ma per ciascuno e per tutti arriva la sua ora. Bisognerebbe moltiplicarla per cento, per mille. E’ un momento prezioso: guai a lasciarselo sfuggire. I parenti, gli amici sono lontani. Bisognerebbe impedire anche ai suoini di raggiungerci. Chiudersi in casa: allontanare la città. Costruire con amore il silenzio, pezzo per pezzo. Spegnere ora un suono, ora l’altro. Far scendere la penombra; e nella penombra lasciar vivere solo il ticchettio sommesso di una pendola e il lieve fruscio del respiro. Quando tutto riposa, lasciar crescere il silenzio e del silenzio cogliere i remoti mormorii, i sussurri dell’udito inoperoso, il misterioso ronzio del moto universale. Nelle tane degli uomini, nella penombra degli studi, nelle stanze deserte fra le pareti cittadine, il silenzio è un artificio, una conquista. Ma al di là delle mura, lontano dagli asfalti, il silenzio è un dono spontaneo, l’indizio qualificante, il segno esplicito dell’inesausta e operante esistenza del Creato.
[Conoscenza e destino dell’uomo - Arardo Spreti]