…Anton Ego…

Sat 26 April 2008


“Per molti versi la professione del critico è facile, rischiamo molto poco, pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere ma, la triste realtà cui ci dobbiamo rassegnare, è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero, ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo, il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni, al nuovo servono sostenitori. Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo, un pasto straordinario, di provenienza assolutamente imprevedibile, affermare che sia la cena che il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull’alta cucina è a dir poco riduttiva, hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere . In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto di Gousteau “chiunque può cucinare” ma ora, soltanto ora comprendo appieno ciò che egli intendesse dire. Non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque. È difficile immaginare origini più umili del genio che guida il ristorante Gousteau, e secondo l’opinione di chi scrive è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia. Tornerò presto al ristorante Gousteau di cui non sarò mai sazio”

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